Ciao Franco...

Caro Franco quando ti ho conosciuto ho avuto un senso di gioia, nello stesso tempo mi sarebbe piaciuto vederti in bicicletta per poter apprezzare le tue imprese,ma comunque ho avuto modo di
conoscere una persona speciale. Rimarrai per sempre nei nostri cuori e
soprattutto un esempio da seguire. Un immenso abbraccio.

Giuseppe De feudis

Ciao Franco sei stato il più grande ciclista del mondo, da grande vorrei essere come te!

Giuseppe David Chiola

Ciao Franco! Sei stato molto forte e lo sarai per sempre. Ho visto le tue gare e ti ammiro molto!

Elisabeth Girone

 

Ciao Franco! Ti ricordi quando mi hai dato dei consigli per vincere le gare? Con i tuoi consigli e gli allenamenti, sono diventato campione regionale!

Giuseppe Girone

Da Stefania e Angela Triozzi:

 

Da Tommaso Depalma:

Caro Franco, stavolta ci hai sorpresi tutti. Non ci hai staccati su di un lungo rettilineo lastricato di pietre come facevi nelle tue leggendarie Parigi Roubaix, ma ci hai lasciati in curva.
Perché non ci hai aspettato, come facesti con Doclous Lassale nel 1993. Forse avevi paura che ti avremmo giocato qualche brutto scherzo sul traguardo come fece il francese ?
No, Franco,  lo sapevi che di noi ti potevi fidare. Specialmente di noi pugliesi e baresi in particolare, che per te stravedevamo.
La scuola di ciclismo del S. Paolo di Bari, l’abbiamo intitolata a te, perché ti dissi che noi “avevamo bisogno dell’esempio di grandi uomini e non di grandi campioni” e ti ricordi quando scherzando ti dissi “la scuola te la dedichiamo in vita, così è un modo per allungartela......”.
Se ripenso a quella frase, rimango ancora più sconvolto.
Spero mi perdonerai, ma mai avrei immaginato di anticipare una tragedia così grande.
E che dire del nostro ultimo incontro ventiquattrore prima dell’incidente. Ti ho data quella letterina sigillata della bambina del S. Paolo, che pur non avendoti visto mai correre, ti adorava e ti voleva bene. E come lei tanti altri e noi tutti ti adoravamo e ti volevamo bene.
Io non so cosa ci fosse scritto in quella letterina, spero che tu abbia fatto in tempo a leggerla e ad esserne felice.
E’ la prova provata di quanto hai inciso sui nostri ragazzi.
Stavamo già pianificando il tuo arrivo a Giovinazzo, Bari e nel circondario, il 18 maggio, il giorno del Giro a Bitonto. Tu saresti stato il “premio” a tutti quei bambini che si apprestano a partecipare al Pinocchio in bicicletta. Mi avevi detto che saresti arrivato la sera prima “così le scuole le visiteremo tutte....”.
Ora Franco io come faccio.
Sei andato via in quella maledetta curva !!!
Ma ho fede, so che mi aiuterai ancora e non mi abbandonerai.
Come hai aiutato Luca e mamma Tina, te lo ricordi. Planasti qui con tua moglie Sabrina il giorno dopo il tuo 44.mo compleanno. Volesti essere prima accompagnato da Padre Pio, perchè volevi ringraziarlo per il tuo Matteo, che guariva a passi da gigante.
Poi andammo insieme da Luca, mi ricordo come gli parlavi e lui che voleva stare con te e non lasciarti più. Che fatica per convincerlo a lasciarci andare. Gli dicesti che un giorno avreste fatto un ........ giro in bici insieme.
E poi la UISP, la premiazione, il tuo intervento sul palco. La maglia iridata di Bettini in dono e tu che spiegavi che prima di vincerla una grande corsa, bisogna imparare a perderla.......
Ora tu ci hai fatto perdere tutti, perché sei scappato in curva, ma impareremo la lezione, ci ricorderemo di tutto quanto ci hai insegnato e lo trasferiremo ai ragazzi nelle scuole. E allora vinceremo, noi con te, perché tu sarai sempre il nostro C.T. Il migliore, il più vincente che la storia del ciclismo (e credo dello sport italiano) abbia mai avuto. Nessuno ha la tua media di successi.
Per questo, ho deciso che oggi inizierò i primi incontri nelle scuole con i bambini. Non verrò a trovarti ora. Ci sarà senz’altro tanta ipocrisia intorno a te. Verrò da te quando nessuno ......... ci disturberà. Preferisco parlare di te a quei bambini, raccontandogli della festa che  avremmo fatto insieme, partendo dalla fine e non dall’inizio.
Dalla fine di un uomo buono, di un campione per bene e di un amico fraterno.
Sono felice perché tutte le cose che ci andava di raccontarci ce le siamo sempre dette. E non solo di ciclismo, quindi ora il mio impegno sarà diffondere i tanti tuoi messaggi che mi hai regalato.
La farò per me, per te e sopratutto per i tanti ragazzi che meritano di conoscere il vero “Ballero” quello della Roubaix, quello della dolcezza, quello della vera amicizia.
Ciao Frank, riposa in pace.
Amici per sempre, Tom.

Pasquale Colella mascotte G.S.C.D.Bari

Ha Salutato ed è andato via.
 Sabato 6 Febbraio 2010 era presente all’incontro organizzato dalla Federazione a Salsomaggiore tra tecnici e Presidenti Federali Regionali; si discuteva di ciclismo pulito. A Salsomaggiore per la Puglia erano presenti il Presidente Totò Bianco ed il suo vice Tommaso Depalma, fraterno amico del  nostro C.T., che aveva avuto il tempo di scambiare “due chiacchiere” con Tommaso,  prima di salutarlo, promettendo che sarebbe venuto in Puglia in occasione del giro, e partire per Donoratico per assistere al Gran Premio degli Etruschi; era il suo mondo, dal quale si licenziava rare volte per soddisfare la sua umana passione per i motori; il resto lo ha fatto il destino.
Non voglio ricordare i successi ottenuti da Franco come corridore e come Commissario Tecnico della Nazionale: lo faranno in tanti, a me preme ricordare un amico della nostra terra, che così come faceva in bici, non si era mai risparmiato, per essere a noi vicini per qualsiasi iniziativa, che fosse un progetto nelle scuole, una partecipazione a convegni dove risplendeva la sua statura di uomo ed atleta integro nei principi.
Per me ragazzino ultra quarantenne, che amo soffrire in bici, rappresentava quel ciclismo dove le leggi della natura non possono essere sovvertite; chi supera i settanta chili di peso può avere un ottimo passo sul piano, può stravincere una gara di un giorno, ma nulla può fare in salita e nelle grandi gare a tappe.
In questi anni molti lestofanti a tutti i livelli, hanno tentato di sovvertire queste leggi, Franco no!
Lui pedalava lì dove poteva, lì dove il suo talento immenso gli consentiva di scrivere il proprio nome nella leggenda del ciclismo, un nome che Franco non lesinava ad accostare ad iniziative per i bambini, perché credeva nel futuro del suo mondo, perché questo era il suo mondo, dal quale raramente si licenziava. Il fato ha posto fine a questo terrestre segmento, ma non alla sua storia, perché i campioni dello sport e della vita marcano la loro presenza indelebile nei ricordi di tutti.
Incolmabile è il vuoto che lascerà nei nostri cuori di uomini appassionati per il ciclismo; tuttavia il suo nome si staglia per sempre sul nostro territorio: intitola la scuola di avviamento al ciclismo del Quartiere San Paolo di Bari, alla quale egli era sinceramente affezionato.
Pasquale de Palma

Pensieri e disegni da parte della scuola "Don Bavaro" Giovinazzo